Il perimetro normativo
Fino al 2025 la conformità era un tema a valle della progettazione. Dal 2026 entra nel perimetro del design, perché tocca direttamente ciò che si vede a schermo. Quello che segue non è una rassegna normativa ma la lista delle cose da fare, per due casi concreti: un sito o servizio digitale tradizionale, e una chat AI integrata nel proprio prodotto.
Se un prodotto include una chat AI o una funzione generativa:
- Dichiarare che si sta interagendo con un sistema AI, in modo percepibile dentro l’interazione stessa — non in una riga dei termini di servizio, non in un tooltip. Vale dal 2 agosto 2026 (AI Act, art. 50).
- Marcare i contenuti generati o alterati dall’AI in formato leggibile dalle macchine — metadati, C2PA o equivalenti. Per ciò che è già in produzione c’è tempo fino al 2 dicembre 2026.
- Rendere accessibile la dichiarazione stessa: annunciata dagli screen reader, con contrasto sufficiente, senza scomparire dopo pochi secondi. È il punto in cui conformità e accessibilità coincidono.
- Se il pubblico può includere minori — e con l'89% dei 9-16enni italiani che usa la GenAI, è quasi sempre il caso: informativa comprensibile a un quattordicenne, e consenso genitoriale sotto i 14 anni (L. 132/2025, art. 4 co. 4). La legge non prescrive un meccanismo di verifica dell’età: la scelta su come implementarlo — e se limitarsi all’autodichiarazione — ricade interamente sul team.
- Se la chat compie azioni e non solo risponde: log delle azioni eseguite, conferma esplicita sulle operazioni irreversibili, canale di rettifica ed escalation a un operatore. Sui pagamenti delegati il quadro (PSD3) è ancora in definizione e il checkout autonomo non è oggi praticabile in UE.
Se un’organizzazione gestisce un sito o un servizio digitale tradizionale:
- Verificare se il servizio rientra nell’European Accessibility Act — e-commerce, servizi bancari, trasporti, telecomunicazioni, e-book: in vigore dal 28 giugno 2025, standard di riferimento EN 301 549, che rimanda a WCAG 2.1 AA. Se c’è una chat sopra un servizio coperto, la chat è coperta anche lei.
- Decidere se restare nelle risposte AI di Google. Dal 17 giugno 2026 esiste un toggle in Search Console per escludersi da AI Overviews e AI Mode senza penalizzazione del ranking organico. È una decisione da prendere e documentare, non da subire per omissione.
- Definire una politica di accesso per gli agenti automatici:
robots.txt, rate limiting, condizioni d’uso. Bloccarli è legittimo; non sapere che ci sono, no.
Questi otto punti sono il minimo obbligatorio. Trattarli come l’intero perimetro confonde la conformità con l’etica del design, che sono cose diverse: un metodo come il Value Sensitive Design (si veda La serendipità si riduce) riguarda ciò che la norma non impone ma che incide comunque sull’autonomia e sul benessere di chi usa il prodotto.
La decisione che questa osservazione informa
La decisione è quali di questi obblighi trattare come adempimenti e quali come decisioni di prodotto. Senza una scelta esplicita si trattano tutti come adempimenti, si delegano al legale, e si scopre a valle che tre di essi hanno cambiato il prodotto senza che il prodotto lo sapesse: le voci 4, 5 e 7 sono decisioni di prodotto travestite da adempimenti — la verifica dell’età, dove la legge 132/2025 impone l’obiettivo e non il meccanismo; la conferma e l’escalation nelle azioni agentive; il toggle di Google sulle risposte AI, che è una decisione da prendere e documentare, non da subire per omissione.
Trattarle come decisioni di prodotto costa tempo di design e di ricerca su vincoli che arrivano con una data fissa e non negoziabile. Trattarle come adempimenti costa il fatto che il meccanismo lo scelga chi non progetta l’esperienza: la verifica dell’età diventa la più difensiva possibile, la conferma diventa un pop-up, il toggle Google rimane sul valore predefinito. La scelta spetta a Legal / Compliance per l’obbligo e al Product Manager per il meccanismo: l’obbligo dice cosa ottenere, il meccanismo è prodotto.
Le scadenze sono note: 28 giugno 2025 per l’EAA, già in vigore; 2 agosto 2026 per la disclosure dell’AI Act art. 50; 17 giugno 2026 per il toggle Google sulle risposte AI; 2 dicembre 2026 per la marcatura dei contenuti generati. La voce 7 ricade su Restare nelle risposte AI, la voce 5 su La scala di delega.
Effetti e responsabilità per i ruoli
- UX Writer / Copywriter — La disclosure AI è microcopy e va progettata come tale: percepibile senza essere invasiva, comprensibile a un quattordicenne, compatibile con screen reader, senza timeout. Da scrivere una volta bene e riusare, invece di improvvisarla su ogni touchpoint.
- Front-end Developer — Implementazione tecnica: marcatura machine-readable dei contenuti generati, disclosure accessibile (annunciata, non solo visibile), gestione del toggle di esclusione, logging delle azioni.
- Product Manager — Le voci 4, 5 e 7 sono decisioni di prodotto travestite da adempimenti: vanno messe in roadmap con una data, non delegate al legale.